20 Dollars USA Saint-Gaudens – Double Eagle

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Descrizione:

Il 20 Dollari Saint-Gaudens è una delle monete d’oro più rappresentative del mercato americano per chi investe in oro fisico di grande taglio. Il contenuto di 30,10 grammi di oro fino e alla lunga storia di utilizzo come riferimento nell’oro monetato statunitense, ne fanno uno strumento affidabile per consolidare il proprio patrimonio in metallo prezioso e operare con facilità sul mercato dei commodities beneficiando del possesso fisico della moneta.


Scheda Tecnica

Paese: Stati Uniti d’America

Valore nominale: 20 Dollari

Peso lordo: 33,44 g

Contenuto in oro puro: 30,10 g

Titolo: 900 ‰

Diametro: 34 millimetri

Spessore: 2,4 millimetri

Materiale: Oro

Anno: 1907–1933, anni misti secondo disponibilità

Zecca: United States Mint


Storia e Origini

Il 20 Dollari Saint-Gaudens nasce all’inizio del Novecento, quando il presidente Theodore Roosevelt decide di rinnovare profondamente l’estetica della monetazione americana, giudicata ormai poco rappresentativa del prestigio del paese. Per questo incarica lo scultore Augustus Saint-Gaudens di ridisegnare i principali nominali in oro, tra cui la doppia aquila da 20 Dollari.

Sul dritto della moneta compare una figura di Liberty che avanza tenendo una fiaccola nella mano destra e un ramo d’ulivo nella sinistra, con il Campidoglio sullo sfondo e raggi di sole che riempiono il campo. Sul rovescio è raffigurata un’aquila in volo sopra il sole nascente, immagine che sottolinea la forza e il dinamismo degli Stati Uniti. Il risultato è considerato ancora oggi uno dei massimi esempi di arte incisoria applicata alla monetazione.

Le prime emissioni del 1907 sono in altorilievo e creano difficoltà tecniche alla zecca, che deve poi passare a un rilievo più basso per rendere la coniazione adatta alla produzione ordinaria. Un elemento storico interessante riguarda il motto “In God We Trust”: inizialmente assente, viene aggiunto a partire dal 1908 in seguito all’intervento del Congresso, che ne impone la presenza sulle monete d’oro.

La coniazione prosegue fino al 1933, quando le nuove norme sul controllo dell’oro portano al ritiro e alla fusione di un grande numero di esemplari. Proprio le distruzioni massicce degli anni Trenta rendono alcune annate particolarmente rare, mentre altri esemplari degli anni più comuni rimangono oggi un classico dell’oro da investimento, grazie al contenuto di quasi un’oncia troy di fino, allo standard tecnico consolidato e alla forte riconoscibilità sui mercati internazionali.

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